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Cover
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In mwcgmusica, una mwcwcover è una rivisitazione di un mwdabrano musicale precedentemente interpretato da altri.
Contents
• Storia
• Note
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Descrizione
La differenza tra mwgainterpretazione e mwgqcover (versione) non è ben definita: in genere quando un musicista interpreta un brano considerato un classico della musica eseguito innumerevoli volte non si usa il termine mwggcover ma mwgwinterpretazione.
Il termine cover, invece, è usato in riferimento a canzoni riprodotte anche fedelmente e per indicare la reinterpretazione di brani recenti e brani classici, come nel caso delle "mwhqcover band" e mwhgtribute band; gruppi musicali che interpretano solo canzoni note scritte da altri o una versione differentemente arrangiata, spesso dissociati da etichette discografiche. Vengono prodotti anche album interi di cover dedicate ad un unico artista (mwhwmwiatribute album) anche da gruppi non pop; a titolo di esempio citiamo mwiqThe Spirit of St. Louis dei mwigManhattan Transfer dedicato a mwiwLouis Armstrong, oppure mwjaThe String Quartet Tribute to R.E.M. (e innumerevoli altri album) dei mwjqVitamin String Quartet. Nel 2006 mwjgBruce Springsteen ha conquistato le classifiche con mwjwmwkaWe Shall Overcome: The Seeger Sessions un mwkqtribute album, dedicato alle canzoni di mwkgPete Seeger.
In alcuni casi anche artisti noti hanno utilizzato questo termine per definire la riproduzione di brani già popolari, su base musicale, non strumentale ma elettronica.
In altri ambiti musicali (nella mwlqmusica classica, ad esempio) l'esecuzione di una stessa composizione da parte di interpreti diversi è la regola, quindi non esiste un termine corrispondente. Nel mwlgjazz si definisce mwlwstandard il tema di una canzone nota, che i musicisti usano come base per variazioni e improvvisazioni: queste, tuttavia, non sono semplici interpretazioni o arrangiamenti della canzone originale, quindi non sono assimilabili a "cover".
Con il passare degli anni l'approccio alle cover è cambiato; spesso artisti di successo eseguono una cover per onorare e omaggiare un artista da loro apprezzato (ad esempio mwmqSting ha reinterpretato con successo mwmgmwmwLittle Wing di mwnaJimi Hendrix).
Altri gruppi si specializzano nell'esecuzione di sole cover (mwngcover band) o addirittura nei brani di un solo artista o gruppo (mwnwtribute band). Oggi la tendenza di questi gruppi è di concentrarsi sulla riproduzione fedele delle musiche, dei testi e a volte anche del mwoalook, con una frequenza minore rispetto al passato di brani tradotti o adattati.
Esistono anche delle cover eseguite in maniera mwogparodistica: generalmente queste cover riprendono la melodia originale, ma viene modificato il testo.
Storia
Quando negli mwpqanni venti l'industria discografica era agli albori anche l'aspetto promozionale non era molto sviluppato, e l'acquirente-tipo spesso era una persona matura, interessata ad acquistare dischi contenenti determinate canzoni, senza particolari preferenze per chi ne fosse interprete. La casa discografica doveva perciò "coprire" o "includere" (mwpgto cover in mwpwinglese) la canzone.
Negli anni trenta, durante la mwqqmwqgswing era, artisti come mwqwGlenn Miller cominciarono ad avere enorme successo radiofonico e l'età del pubblico diminuì gradualmente. Le case discografiche continuavano comunque a concentrarsi più sul brano di successo che sull'interprete o autore.
Negli mwrqanni cinquanta, agli albori del mwrgrock and roll molti brani di successo delle prime star di colore furono reinterpretate in versioni più leggere, in modo da essere più vendibili e fare da ponte (mwrwto cross over) tra il pubblico giovanile e quello più conservatore dei genitori e delle emittenti radiofoniche. Molto spesso le versioni originali erano state realizzate da artisti di colore e non sarebbero state trasmesse da molte radio americane. Venivano quindi realizzate versioni edulcorate dei brani, cantate da cantanti bianchi, che spesso ottenevano grande successo, oscurando (e "coprendo") le versioni originali. Questi rifacimenti venivano chiamati mwsacross cover version.
Da allora, particolarmente in ambito pop e mwsgrock, il termine mwswcover si è diffuso ed ha assunto il suo attuale significato comune.
Negli mwtqanni sessanta gli artisti trattavano le cover alla stregua di meri riempitivi e non conferivano ad esse un particolare significato.cite-ref-sr-1-0[1] Indipendentemente da ciò, esistevano fondamentalmente due approcci diversi alle mwugcover: Il primo consisteva nel presentare una versione italiana di un brano di un autore od un gruppo famoso già noto all'estero: questa era spesso la via per un successo sicuro. Il secondo era proporre come nuovo qualche brano poco noto recuperato nel vasto repertorio anglosassone.cite-ref-2[2] Alcuni gruppi facevano largo uso di questo approccio (ad esempio i Corvi o i Dik Dik).
A partire dagli anni settanta, le cover iniziarono ad assumere un significato più profondo per i musicisti. Secondo le parole di mwwgSimon Reynolds, venivano utilizzate dagli artisti per «esprimere la loro sensibilità o dire la loro sulla storia del pop» oltre che per omaggiare le loro radici. Fu in questo periodo che vennero pubblicati alcuni dei primi veri album di cover come confermano, ad esempio, mwwwmwxaPin Ups di mwxqDavid Bowie e mwxgmwxwThese Foolish Things di mwyaBrian Ferry, entrambi del 1973.cite-ref-sr-1-1[1]cite-ref-3[3]
Durante la fine degli anni ottanta si assistette all'esplosione del fenomeno degli album di cover, una tendenza confermata da artisti come mwagSiouxsie and the Banshees (mwawmwbaThrough the Looking Glass del 1987), mwbqThis Mortal Coil e mwbgLaibach (mwbwmwcaLet It Be, 1988).cite-ref-sr-1-2[1]
Dal 2005 il mwdgFestival di Sanremo comprende una serata in cui gli artisti si esibiscono e gareggiano ognuno con la propria cover musicale.
Aspetti economici
Fatta salva la remunerazione relativa all'interpretazione, i diritti economici e le rendite relative all'esecuzione o alla riproduzione di un brano sono dei suoi autori ed editori, i cui nomi devono solitamente essere pubblicati in calce alla riproduzione audio.
Talvolta la mwegcover di una canzone è caratterizzata dalla modifica della parte letteraria, spesso perché adattata, mwewtradotta o riscritta in un'altra lingua. In tal caso i diritti possono essere divisi percentualmente a seconda dell'entità delle modifiche tra gli autori ed editori originali e chi ha eseguito l'adattamento, a seconda di quanto stabilito dalla locale società che tutela il diritto di autore: in Italia, la mwfaSIAE, che parla in questi casi di mwfqsub-autori e mwfgsub-editori.
Qualora invece uno o più autori vogliano far passare per propria un'opera, o anche solo parte di essa, scritta in realtà da altri, omettendo cioè di attribuire gli autori originali, non si può parlare di cover ma piuttosto di mwgaviolazione del mwgqdiritto d'autore o del mwggcopyright, a seconda della giurisdizione.
Note
cite-note-sr-11. ↑ mwjqSimon Reynolds, mwjgRetromania, Minimum Fax, 2017, pp.mwjw 178-183.
cite-note-22. ↑ mwkwmusicaememoria.altervista.org: Cover. Il fenomeno mwlaArchiviatomwlq il 22 giugno 2009 in mwlgInternet Archivemwlw.
cite-note-33. ↑ mwna(mwnqmwngEN) mwnwmwoaIs the Cover Making a Recovery?, su mwoqslate.com. mwogURL consultato il 6 novembre 2024.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikiquote contiene citazioni di o su cover
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «cover»
Collegamenti esterni
• mwrwPlagi musicali database con oltre 200mwsa 000 cover.
• mwsg(EN) mwswSecond Hand Songs database con oltre 60mwta 000 cover.
• mwtg(DE, EN) mwtwCOVER.INFO sito tedesco con oltre 300mwua 000 cover.
• mwug(EN) mwuwThe Covers Project sito americano con database.
• mwvq(EN) mwvgCoverville podcast dedicato alle cover.
• mwwaMy Way On Line sito dedicato alle cover.
• mwwg(EN) mwwwCoverfreak sito americano con mp3.